E’ più che normale volersi sentire indispensabile in ufficio, importante, tenuta in considerazione.

Se hai un lavoro, saprai di cosa parlo, così come saprai sicuramente di avere tra le mani qualcosa di molto speciale, data la situazione attuale.

Se hai un lavoro, forse vivi ogni giorno con la speranza che ti confermino, che ti rinnovino, che trasformino il tuo contratto in indeterminato. Probabilmente ti sei già fatta quindi la domanda più importante di tutte: come posso rendermi davvero indispensabile? Come faccio a “valere la pena” per il mio capo, per i miei colleghi?

E’ una domanda che mi sono fatta tante volte e a dire la verità me la faccio ancora davvero spesso. E la risposta è un mix dato dal sentirsi apprezzate e in grado di fare qualcosa di davvero utile. Capitano i periodi in cui ci si sente scarichi (di energia, di idee, di concentrazione…) e di conseguenza sembra di non riuscire a rendersi sufficientemente utili. Lavori come sempre, certo, ma il tuo apporto a volte non ti sembra abbastanza o ti sembra di non fare la differenza.

E’ una situazione piuttosto comune agli inizi di un percorso lavorativo. Tieni presente che a volte non dipende nemmeno da te; a volte non hai davvero gli strumenti per poter dare di più. Ma ci sono una serie di tattiche utili da impiegare per essere percepiti al meglio dagli altri e diventare indispensabili, non solo sentirsi tali. Oggi ti racconto quali ho imparato io.

Leggi tra le righe

Soprattutto con il tuo capo o con il tuo diretto superiore. Questa è una cosa che ho imparato da sola e che viene tanto più facile quanto più si è sensibili agli altri. A volte le persone hanno bisogno di un aiuto, di sostegno, ma non te lo dicono in modo diretto, sperando magari che tu capisca da sola, magari perchè si tratta di fare qualcosa che esula dalle tue dirette competenze e dai tuoi doveri. Altre volte hanno solo bisogno di sfogarsi o di confrontarsi. Drizza le orecchie e cerca di capire qual è il bisogno del momento, al di là delle scadenze ordinarie. Per essere indispensabile bisogna saper guardare oltre!

Offri il tuo aiuto

Non nel senso di lasciare che gli altri se ne approfittino, o che tu debba essere al servizio altrui, ma rendersi disponibili farà si che gli altri lo siano a loro volta nei tuoi confronti in una prossima occasione di necessità. Può non sembrarti un rapporto di causa-effetto diretto, ma si parla di questa tecnica anche in libri di psicologia e persuasione come “50 segreti della persuasione” di Cialdini ( lo puoi acquistare scontato qui –> http://amzn.to/2BF054q ): fare un favore agli altri li fa sentire più o meno inconsciamente “debitori” nei tuoi confronti e quindi sicuramente meglio predisposti. E in più, le persone che sanno dare una mano senza farsi troppi problemi diventano davvero una risorsa indispensabile!

Tranquillizza e dai forza

Quando vado in presentazione, da clienti o per gare, non importa se sono agitata o no: cerco di trasmettere sempre tranquillità e sicurezza. Le persone hanno bisogno di sentire che almeno qualcuno ha tutta la situazione sotto controllo. Questo vale anche per situazioni quotidiane: tutti vogliono essere rassicurati sul fatto che va o che andrà tutto bene. Se hai la soluzione più veloce e migliore per un problema, proponila. Se vedi il tuo capo in agitazione per qualcosa ( a volte capita ), cerca di dare una mano a calmare le acque. A volte anche i big boss vanno nel pallone per sciocchezze e perdono di vista soluzioni semplicissime: sono esseri umani anche loro!

Assumiti le tue responsabilità, non lamentarti

Questa è la più grossa lezione che ho imparato nel mio primo lavoro: occhio ai commenti che fai, perché potrebbero sempre essere visti come una lamentela, anche se magari stai facendo solo una battuta e soprattutto, prenditi le tue responsabilità. Dimenticati frasi tipo “Eh ma tizio mi ha detto di fare così…questa cosa me l’ha chiesta Caio…” ecc ecc. Qualsiasi azione e qualsiasi conseguenza nascono da una personale scelta, anche nel seguire o meno il consiglio di altri. La frittata verrà sempre rigirata su di te. Hai fatto la tal cosa perché te l’ha suggerito Tizio? Ok, certo, però sei tu che hai scelto di ascoltarlo. Tieniti pronta ad affrontare qualsiasi conseguenza delle tue decisioni e a prenderti ogni responsabilità: scaricare sugli altri non è mai ben visto, anche se hai ragione! Sfrutta invece frasi diplomatiche tipo “Si, ho fatto un errore di valutazione, me ne prendo la responsabilità…” e non perderti in lamentele inutili e poco costruttive.

Vai oltre, non fermarmi al tuo “compitino”

Pensa già a cosa potrebbe esserci dopo, interrogati come se fossi un’esterna: quale ti sembra il più plausibile next step che immancabilmente ti verrà chiesto poi? Cerca di prevederlo in modo da poterti già premunire…e presto la tua lungimiranza sarà indispensabile!

Cerca da sola la soluzione, non appoggiarti agli altri

La via più semplice? Chiedere a chi ha più esperienza come fare qualcosa. Io non lo facevo apposta, solo che mi sembrava logico farmelo dire, più semplice e veloce, per tutti. Ma così, è vero, l’ho capito solo dopo, non si impara nulla. Meglio quindi sforzarsi (salvo in casi in cui ci sia davvero bisogno di una soluzione immediata), cercando di risolvere da sola il problema, anche in maniere alternative. Quantomeno, nessuno potrà dire che non ci hai provato.

Abbatti l’emotività

Altra cosa che mi ha insegnato il mio ex capo (ma non solo lui) è di cercare quanto più possibile di azzerare l’emotività. Tutta, in tutte le sue espressioni e sfumature: pianti, sbuffi, crisi, incazzature, risposte cattive fatte di istinto. Perché ti si ritorceranno solo contro. Nessuno è in ufficio per essere comprensivo purtroppo, per giusitifcare o per pensare che sta o meno ferendo i tuoi sentimenti. Sono cose su cui io per prima sto ancora cercando di lavorare, perché quando resto male, così come quando mi incazzo, così come quando sono spaesata, mi si legge in faccia. Però meglio non dire nulla. Se ad esempio ti criticano, cerca di rispondere con frasi costruttive e che calmino le acque, come “Ti ringrazio per il tuo feedback: potresti essere più chiaro/a e spiegarmi meglio come avrei dovuto fare questa cosa secondo te? Così che io possa migliorarmi per la prossima volta”. E non urlare. Mai. Chi urla purtroppo sembra solo spaventato e soggetto all’emotività: a volte incute molto più timore e rispetto un tono di voce pacato e profondo.

Non dire “Ho sempre fatto così”

Le cose cambiano. Nel mondo del lavoro poi, questo accade anche molto velocemente e da te ci si aspetta che tu sia pronta e rapida a rispondere ai cambiamenti. Non ti far cogliere impreparata né fossilizzata sulle tue abitudini. Ti riporto una delle mie frasi preferite, che ho scelto anche per la mia tesi: “In tempo di grandi cambiamenti, chi è pronto ad imparare eredita il futuro. Chi pensa di aver già imparato è pronto a vivere in un mondo che non esiste più”​
(Erich Offer)

Non pensare che se fai una cosa piccola che ti sembra inutile, non serva

Ho passato intere giornate lavorative ad avere come compito quello di “fare belline le chart in Power Point”. Dopo un po’ di tempo, mi sentivo svalutata, demotivata, mi sembrava di fare cose inutili, volevo essere al centro dell’azione. Non pretendevo certamente di andare a fare delle presentazioni, ma almeno qualcosa che mi sembrasse più rilevante. La verità è che si impara tanto anche dalle piccole cose. Ad esempio, senza nemmeno rendermene conto ho imparato tanto sull’estetica di una chart o piccoli trucchi di PP che uso ancora oggi. Inoltre, solo a lavoro finito mi rendevo conto di come nel mio piccolo anche il mio contributo fosse stato, in fondo, fondamentale. Il lavoro in ufficio spesso è una catena di montaggio dove ognuno fa un piccolo pezzo fino ad arrivare a un grande risultato. Non perderti d’animo quindi e anzi, mostrati precisa e coinvolta anche nelle cose che ti sembrano irrilevanti: non lo sono mai. Come si dice…Every little helps (Tesco slogan!) 😉

Ascolta, ma evita di commentare

Risparmiati i pettegolezzi da ufficio, soprattutto se non hai davvero confidenza. Può essere che le persone vengano da te in cerca di conforto, per sfogarsi o altro. Cerca di rimanere neutrale nelle tue reazioni: meno ti esponi, meglio è!

Invece, non usare mai queste tre frasi se non vuoi che gli altri, seppur in buona fede, se ne approfittino:

“Sono libera, non ho nulla da fare” – Che strano che tu sia scarica! Ti riempiranno al volo di lavoro, per rimediare!

“E’ un lavoro semplice” – Svaluta il tuo operato. Non è semplice, nulla lo è, semplicemente tu hai le giuste skills per farlo al meglio.

“Lo posso fare in 5 minuti/Sì te lo faccio subito!” – Fosse anche vero, non importa. Può esser percepito come pressapochismo, oppure, se sei così veloce, puoi essere incaricato di fare questo, quello, quell’altro, quell’altro ancora…e finire subissato da richieste che non saprai più gestire. Inoltre non puoi sapere cosa potrebbe succedere da lì a 5 minuti: potrebbero arrivare richieste più urgenti e di conseguenza non essere più in grado di mantenere le tempistiche promesse. Puoi farlo pure in 5 minuti (soprattutto se è urgente), ma non dirlo mai a voce alta. Meglio uno “Te lo faccio il prima possibile”.

Ecco, questo è quanto ho imparato, tra un’agenzia e l’altra.

Ti ci ritrovi? Agivi già in questo modo? Che tipo sei sul lavoro e cosa vorresti migliorare di te? La tua opinione mi interessa molto!

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Alla prossima!

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